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Cosa differenzia Marco dai suoi concorrenti?

 

Woodworker è un marchio artigiano perché l’attenzione artigiana è insuperabile nel momento della posa. Attenzione al particolare, all’ambiente a tutto quello che circonda un lavoro che al termine sarà una vera e propria opera. L’artigiano è colui che fa le cose a regola d’arte, sentendo e conoscendo profondamente il materiale che utilizza. Le altre persone potranno al massimo del loro impegno creare un manufatto ma senza conoscerne fino in fondo le regole e la naturale essenza.

L’esperienza, in questo caso tramandata di padre in figlio, non basta. Non basta mai. È necessario sempre l’aggiornamento per la crescita delle competenze, la commistione di scienze e dati e informazioni che contraddistinguono una figura considerata esperta da una considerata solamente pratica.

C’è una espressione tipica friulana: «fasin cumbinin» ovvero «facciamo, in qualche modo combiniamo, risolviamo». È una espressione che denuncia un arte di arrangiarsi che però ha dei grandi limiti: non permette di valutare le conseguenze nel futuro del proprio modo di lavorare.

L’approccio che considera tutte le variabili è un modo di lavorare tipico di chi comprende la complessità del problema per poi portarla a soluzione, a semplificazione. Semplificazione  è molto di più di approssimazione. Semplificare è rendere semplice, quindi effettuabile o raggiungibile.

Quando Steve Jobs tornò alla Apple richiamato verso la fine degli anni ’90 alla guida di una azienda che stava lentamente morendo, per prima cosa volle conoscere tutte le tipologie di prodotto vendute dalla casa che aveva fondato 20 anni prima. Gli risposero che i prodotti erano 350. Lui costruì una tabella con quattro posti e disse: ce ne saranno solo quattro, uno per ogni casella.

Semplificare è questo, è scegliere cosa sia più corretto e funzionale fare per gli obiettivi che ci stiamo prefiggendo. Posare un pavimento è un po’ come creare un programma per computer: prima è necessario conoscere tutti i dati, creare uno schema con gli obiettivi da raggiugere, comprendere quali materiali saranno davvero più funzionali, magari affiancando i decision maker nella scelta portando alcune competenze di reazione igroscopica del prodotto in relazione al clima e al tipo di trattamento che ha ricevuto o riceverà; una volta compreso tutto, non resta che posarlo tenendo conto delle esigenze del cliente, del committente e soprattutto del materiale.

La consulenza

La consulenza è una prestazione lavorativa professionale da parte di un consulente ovvero una persona che, avendo accertata esperienza e pratica in una materia, consiglia e assiste il proprio cliente o committente nello svolgimento di atti, pratiche o progetti fornendo o implementando informazioni, pareri o soluzioni.

Compito del consulente è quindi, una volta acquisiti gli elementi che il cliente possiede già, di aggiungervi quei fattori di sua competenza, conoscenza e professionalità che possono promuoverne i risultati nel senso desiderato. In tale contesto è sostanziale il rapporto di fiducia tra il committente e chi fornisce consulenza. Tale fiducia può fondarsi su un rapporto consolidato, sulla notorietà del consulente, sull’esperienza maturata e certificata o sui titoli accademici e professionali che egli possiede.


Marco the woodworker è solo un consulente?

Lo dice la parola, il woodworker lavora il legno. Ma l’intreccio di competenze (di prodotto, ambiente, posatura, lavorazione) è tale da dimostrarsi funzionale per chi progetta o prepara un lavoro dove il conoscere alcuni dati e informazioni diventa vitale per non perdere tempo e spesso denaro. Con una consulenza mirata e una valutazione dei dati è già possibile ricevere le indicazioni necessarie per decidere tempi, modalità e materiali di posa più adatti all’ambiente analizzato, valutando di volta in volta quali interventi possibili siano necessari per ottimizzare i risultati.